La Russa

Ignazio Benito Maria La Russa[1] (Paternò, 18 luglio 1947) è un politico italiano, Ministro della difesa nel governo Berlusconi IV. Di origine catanese (il padre Antonino La Russa, già segretario politico del Partito Nazionale Fascista di Paternò negli anni quaranta, era senatore del Movimento Sociale Italiano), La Russa ha studiato a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, per poi laurearsi in Giurisprudenza all'Università di Pavia. È fratello di Romano La Russa (1952), ex europarlamentare, ex assessore alla protezione civile della regione Lombardia (legislatura Formigoni) e di Vincenzo La Russa (1938), avvocato e politico. Ha tre figli, Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache. Ha assolto il servizio militare di leva in qualità di ufficiale di complemento. Prima di decidere di dedicarsi esclusivamente all'attività politica, intraprese la professione di avvocato, fu difensore di parte civile nei processi per l'assassinio di Sergio Ramelli a Milano. Nel 1971 è responsabile del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano. La Russa appare anche nel film di Marco Bellocchio Sbatti il mostro in prima pagina (1972), che si apre con alcune riprese reali di un comizio a Milano della Maggioranza silenziosa, un comitato anticomunista a cui aderivano esponenti democristiani, missini, liberali e monarchici.

Il 12 aprile 1973, quando era uno dei leader del Fronte della Gioventù di Milano, nella manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano contro quella che veniva definita "violenza rossa" furono lanciate due bombe a mano SRCM Mod. 35, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci di bombe. Nel 1985 è eletto consigliere regionale della Lombardia. Attività parlamentare per AN. Eletto deputato per la prima volta nel 1992 per il MSI, è stato confermato per Alleanza Nazionale alla Camera nel 1994, dove è eletto vice presidente della Camera. Fu in prima linea nella fondazione del partito Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini, nel 1995. Rieletto ancora nel 1996, nel 2001, nel 2006 e infine nel 2008 per il Popolo della Libertà. È stato capogruppo di AN dal 4 giugno 2001 all'8 ottobre 2003.

Ministro della difesa per il PdL. L'8 maggio 2008 viene nominato Ministro della difesa nel governo Berlusconi IV e l'11 maggio 2008 reggente di AN; ha detenuto quest'ultima carica fino all'ingresso di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, fatto avvenuto il 29 marzo 2009, venendo poi nominato coordinatore nazionale del PdL assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini. Nel novembre 2009 contestò la sentenza di 1º grado del caso Lautsi v. Italia della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che contestava l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, dichiarando: « Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla». A seguito di ricorso da parte dell'Italia la sentenza di 1º grado fu infine ribaltata.

A fine 2009, con la legge finanziaria 2010 La Russa avvia la Difesa Servizi SpA, società che nascerà con il compito di valorizzare i marchi della Difesa, dismettere beni non più utili alla difesa nazionale e per effettuare acquisti con il modello Consip. All'interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente minoritaria dei cosiddetti finiani non rispecchi più quelle che sono a suo parere le posizioni della destra.L'uscita dal PdL. Il 17 dicembre 2012 annuncia la sua uscita dal Popolo della libertà e tre giorni dopo fonda con Giorgia Meloni e Guido Crosetto il nuovo partito Fratelli d'Italia con cui è stato ri-eletto alla Camera nel febbraio 2013.

PRESIDENTE della GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI dal 7 maggio 2013. PRESIDENTE del COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA dal 7 maggio 2013. COMPONENTE DEGLI ORGANI PARLAMENTARI: II COMMISSIONE (GIUSTIZIA) dal 25 febbraio 2016. GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI dal 7 maggio 2013. COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA dal 7 maggio 2013. COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL RAPIMENTO E SULLA MORTE DI ALDO MORO dal 1° ottobre 2014

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